La leadership comincia quando smettiamo di aspettare Qualcuno

 

«Finché aspettiamo Qualcuno, siamo spettatori. Quando decidiamo di essere noi quel Qualcuno, comincia la leadership.»
Leo Ferrante

Mi è capitato tante volte. Durante una riunione. In ufficio. In un gruppo di lavoro. Nello sport. Ma anche nella vita di tutti i giorni.

C’è un problema. Tutti lo vedono. Qualcuno lo segnala. Qualcun altro annuisce. Un altro ancora spiega, magari molto bene, perché quel problema esiste. Poi arriva, pronunciata o semplicemente pensata, una frase che conosciamo tutti: «Qualcuno dovrebbe fare qualcosa.»

E ogni volta che la sento, o che mi accorgo di averla pensata anch’io, mi viene spontanea una domanda: «Chi è questo Qualcuno?»

Ho deciso di scriverlo con la lettera maiuscola proprio per questo. Perché Qualcuno è uno dei personaggi più presenti nelle nostre organizzazioni e nelle nostre vite. Eppure nessuno lo ha mai incontrato.

Qualcuno dovrebbe decidere. Qualcuno dovrebbe intervenire. Qualcuno dovrebbe assumersi la responsabilità. Qualcuno dovrebbe cominciare.

E noi? Noi aspettiamo …

ANCH’IO HO ASPETTATO QUALCUNO

Non voglio raccontare questa storia mettendomi dalla parte di chi conosce già la risposta. Anch’io ho aspettato Qualcuno.

Anch’io, qualche volta, ho pensato che non spettasse a me. Che non avessi il ruolo, gli strumenti o l’autorità per intervenire. E a volte avevo persino ragione. Perché non tutto dipende da noi.

Con il tempo, però, ho imparato a sostituire una domanda: «A chi spetta?» con un’altra: «Che cosa posso fare io?»

Sembra una differenza piccola ma non lo è. La prima domanda cerca un responsabile. La seconda mi rende responsabile almeno della parte che dipende da me.

Ed è proprio lì che, secondo me, comincia la leadership.

LA LEADERSHIP NON È UN GRADO

Negli anni ho avuto la possibilità di osservare la leadership da vicino. Ho incontrato persone con grandi responsabilità, titoli importanti e ruoli prestigiosi. Ma ho incontrato anche uomini e donne che non avevano bisogno di un titolo per essere ascoltati. Erano quelli verso cui gli altri si voltavano spontaneamente nei momenti difficili.

Non perché avessero sempre la risposta giusta. Ma perché erano disposti a fare qualcosa che molti evitavano: il primo passo.

È una lezione che porto con me.

Un ruolo può conferirci autorità.
Un incarico può attribuirci responsabilità.
Un grado può definire la nostra posizione.

Ma nessuna di queste cose, da sola, ci rende leader. L’autorità può essere conferita. La leadership deve essere esercitata.

«COMINCIO IO»

Più passa il tempo, più penso che due delle parole più potenti della leadership siano anche tra le più semplici: «Comincio io.»

Non significa «faccio tutto io». Non significa “decido io”. La leadership può esprimersi anche attraverso responsabilità distribuita, collaborazione e capacità di auto-organizzazione..

Significa: non userò ciò che non dipende da me come alibi per non fare ciò che dipende da me.

Se manca dialogo, comincio io ad ascoltare.

Se manca fiducia, comincio io a mantenere la parola data.

Se tutti vedono un problema, comincio io a proporre una possibile soluzione.

Se ho sbagliato, comincio io ad ammetterlo.

Se una persona merita un riconoscimento, comincio io a dirglielo.

Non sempre funzionerà. Non sempre qualcuno ci seguirà. Ma avremo fatto qualcosa di importante: avremo smesso di essere soltanto spettatori ininfluenti.

OGNUNO, QUALCUNO, CIASCUNO E NESSUNO

C’è un breve intervento di Sergio Marchionne, alla cui leadership destrutturata ho dedicato un precedente approfondimento, che trovo particolarmente adatto a questa riflessione.

È costruito intorno alla storia di Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno e al tema dell’assunzione di responsabilità. Il video riprende la poesia attribuita a Charles E. Osgood.

Vale poco più di un minuto, ma il messaggio arriva dritto al punto: quando tutti aspettano che sia Qualcuno ad agire, il rischio è che alla fine non agisca Nessuno.

 

Nel suo intervento, Sergio Marchionne richiama la storia dei quattro personaggi simbolici: Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.

Ognuno, qualcuno, ciascuno e nessuno

Lasciati ispirare dalla poesia “Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno” di Charles E. Osgood.

Questa è la storia di 4 persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.

C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Nessuno capì che Ognuno l’avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

Il gioco di parole è semplice, quasi leggero. Ma dietro nasconde un meccanismo che conosciamo bene: quando la responsabilità appartiene genericamente a tutti, rischia di non essere assunta concretamente da nessuno.

E allora la domanda torna inevitabilmente a noi: «se tutti aspettano Qualcuno, chi farà il primo passo?»

IL CORAGGIO DEL PRIMO PASSO

C’è una ragione per cui aspettiamo Qualcuno. Fare il primo passo significa esporsi. Possiamo sbagliare, essere criticati. Possiamo persino scoprire che la nostra idea non era quella giusta. Ma anche imparare dagli errori e allenarsi a commetterne meno fa parte del percorso di crescita di un leader. Ma con il tempo ho imparato che guidare non significa avere sempre ragione. Significa essere disposti ad assumersi la responsabilità di una scelta senza avere la garanzia del risultato.

Ascoltare. Valutare. Agire. E, quando serve, avere l’umiltà di correggere la rotta.

Forse il coraggio non è assenza di dubbio. È riuscire a fare il passo successivo nonostante il dubbio.

LA LEADERSHIP SI ALLENA

Da questa convinzione nasce anche il nome di questo blog: Alleniamoci alla leadership!

Perché alla leadership, appunto, ci si allena. E non soltanto nelle grandi decisioni.

Ci alleniamo quando:

  1. manteniamo una promessa;
  2. ascoltiamo qualcuno che la pensa diversamente da noi;
  3. ammettiamo un errore;
  4. riconosciamo agli altri i loro meriti;
  5. scegliamo ciò che riteniamo giusto anche se sarebbe più comodo fare altro.

Sono piccoli gesti. Ma sono sempre più convinto che la leadership dei grandi momenti si costruisce attraverso le piccole scelte dei giorni normali, perché è proprio nelle situazioni reali e nei momenti di maggiore difficoltà che emerge ciò che abbiamo allenato nel tempo. Ci alleniamo prima che serva.

Perché quando servirà davvero, difficilmente avremo il tempo di improvvisare chi vogliamo essere.

«La leadership non comincia quando qualcuno ci segue. Comincia quando qualcuno deve fare il primo passo.»
Leo Ferrante

ALLENIAMOCI ALLA LEADERSHIP!

Vi propongo allora un piccolo esercizio. La prossima volta che ci sorprenderemo a pensare: «Qualcuno dovrebbe fare qualcosa…» fermiamoci.

E facciamoci tre domande:

  1. Che cosa dipende da me?
  2. Qual è il più piccolo passo utile che posso compiere?
  3. Cosa accadrebbe se cominciassi io?

Forse scopriremo che non possiamo fare nulla. Ma qualche volta potremmo scoprire qualcosa di molto diverso. Che stavamo aspettando un’autorizzazione che nessuno doveva concederci. Che anche altri stavano aspettando. Che il nostro primo passo rende possibile quello di qualcun altro. Ed è in quel momento che la leadership smette di essere una teoria, un ruolo o una parola scritta su un curriculum.

Diventa una scelta. Piccola. Personale. Quotidiana. «Comincio io.»

Forse è proprio questo che ho imparato. Possiamo trascorrere molto tempo aspettando Qualcuno. Qualcuno più autorevole. Più importante. Più competente. Più coraggioso.

Poi, un giorno, ci accorgiamo che Qualcuno non arriverà. E forse non è una cattiva notizia. Forse è semplicemente arrivato il nostro turno. Non aspettare Qualcuno.

Qualcuno sei tu!

 

E se quel Qualcuno fossi tu?

Quante volte ti è capitato di aspettare che fosse Qualcuno a fare il primo passo? E quante volte, invece, hai deciso di diventare tu quel Qualcuno?

Raccontami nei commenti un’esperienza in cui hai scelto di non aspettare e di assumerti la responsabilità del primo passo.

La tua esperienza potrebbe essere d’ispirazione per qualcun altro.

Perché la leadership non si racconta soltanto. Si allena. insieme.

 

Se vuoi continuare questo percorso, puoi trovare altri spunti ed esercizi nella sezione “Esercitarsi alla leadership”: perché la leadership non si impara soltanto leggendo, ma osservando, sperimentando e mettendosi alla prova.